L’austerity sì!
Negli ultimi decenni i mercati finanziari hanno totalmente preso il sopravvento sulla c.d. “economia reale” dalla quale derivano in maniera diretta benessere e floridità dell’intero sistema sociale. Questo meccanismo rappresenta oggi una delle cause che ha generato la congiuntura economico-sociale attuale. Nel linguaggio tecnico il fenomeno è indicato con il nome di “finanziarizzazione” ed i suoi effetti possono essere devastanti per il sistema socio-economico di una nazione poiché l’economia reale funziona in maniera necessariamente subordinata alla finanza speculativa, a prescindere dalla congiuntura economica. Negli ultimi trent’anni abbiamo assistito a governi che da enti pubblici per eccellenza hanno iniziato a comportarsi come aziende private in cui i numeri sono divenuti l’essenzialità nella gestione dei servizi. La linea politica dell’austerity, ben praticata dal Governo Monti, solo a titolo di esempio, ne è la prova lampante. Questo comportamento, che ha contribuito a generare l’attuale “malessere sociale”, rappresenta solo la fase finale oltre la quale, ci si augura, non è possibile andare. Unitamente al Governo anche altri agenti, quali le banche, che svolgono un ruolo cruciale nel sistema economico della società, si sono piegati al fenomeno finanziarizzazione contribuendo così anche loro al crollo economico sociale. Le politiche di riduzione del debito pubblico e di pareggio del bilancio statale poi, hanno ulteriormente aggravato una situazione già ampiamente destabilizzata poiché hanno ridotto la capacità di contrarre debiti da parte del settore pubblico e diminuito l’offerta di titoli finanziari dello Stato, contraddistinti da un rapporto rischio–rendimento interessante per gran parte dei risparmiatori individuali. Questo discorso può essere ben sintetizzato nell’affermazione di William Vickrey, “premio Nobel” per l’economia nel 1996, per cui “il deficit pubblico non è un peccato ma una necessità economica” poiché è in grado di ridurre l’instabilità intrinseca nel funzionamento dei sistemi economici capitalistici dominati dalla finanza speculativa e generare ricchezza per i cittadini.