Gli investitori finanziano progetti promettenti in cambio di un rendimento. Dal canto loro, gli enti non profit li realizzano. Nei progetti di piccolo importo il match difficilmente si realizza ed emerge il fallimento di mercato. L’ente pubblico interviene per correggerlo? Sì.
Fondo perduto 80% a investitori della finanza d’impatto per i costi di transazione (screening e analisi, due diligence, investment readiness, spese legali, gestione…).
Un centro di formazione per la crescita culturale e l’integrazione dei migranti? Un’impresa sociale saprebbe costruirlo, crearlo e gestirlo con un modello economico sostenibile.
Ma, “Dove sono i capitali per l’avvio?”: una delle possibilità è rivolgersi a investitori privati che operano nella finanza d’impatto il cui business è proprio quello di finanziare anche iniziative di questo tipo.
E agli operatori finanziari, oggi ancor di più, piace investire in progetti con forte impatto sociale, come questo, perché, a prescindere dal mero rendimento finanziario, consentono di diversificare il portafoglio, migliorare il profilo di impatto e essere allineati alle richieste degli investitori istituzionali, presso i quali a loro volta raccolgono fondi, che sono sempre più attenti ai criteri ESG e all’impatto sociale.
Qual è allora il problema? Il fallimento di mercato. Perché i costi di transazione troppo alti (due diligence, istruttoria, valutazione dell’investimento…) facilmente rendono antieconomico un investimento di piccolo valore.
Vediamolo meglio. Ormai impatto sociale e sostenibilità sono requisiti essenziali e un centro di formazione per la crescita culturale e l’integrazione dei migranti sicuramente lo è. Guardando, poi, al valore economico, questo può oscillare fra poche centinaia di migliaia di euro e svariati milioni.
Qui siamo in tema di investimenti finanziari e a prescindere da tutto la domanda è sempre la stessa: conviene? Quanto mi costa? Quanto ci guadagno?
Per rispondere, l’investitore farà una prima valutazione del progetto e guarderà al quadro generale, poi, dovrà sostenere i costi di transazione che sono “fissi” quindi quasi pari a prescindere dal valore dell’investimento (valutare un progetto che vale poche centinaia di migliaia di euro costa quasi quanto valutarne uno che vale diversi milioni).
Va da sé che molto probabilmente l’investitore troverà antieconomico valutare il progetto di piccolo valore.
Questa è una rappresentazione del “fallimento di mercato”. Ma ecco anche che sì, l’ente pubblico interviene per correggere il fallimento e rendere il mercato più efficiente.
C’è un bando, ad esempio, che prevede il finanziamento a fondo perduto dei costi di transazione. Tramite tale aiuto, l’investitore manterrà il profilo di rischio-rendimento atteso e il tempo di realizzazione del rendimento (che sono il suo core) ma i costi necessari per attivare il capitale saranno assorbiti dal contributo pubblico.
Gli enti no-profit con progetti di piccola dimensione economica, in questo modo, potrebbero essere presi in considerazione dal mercato da cui oggi sono per lo più esclusi.
Oltre ai costi di transazione, il bando finanzia i costi di “Investment readiness” cioè i costi da sostenere per preparare l’impresa che deve ricevere e gestire il capitale. Potrebbe sembrare un dettaglio ma questo è un aspetto molto rilevante perché nella filiera si crea un valore per cui l’impresa sarà meglio preparata a gestire il capitale ricevuto (fatto non banale perché molto spesso manca) e l’investitore, da parte sua, potrebbe abbassare il rischio e, contestualmente, aumentare la qualità del portafoglio.
Vediamo le maggiori caratteristiche del bando
CONTRIBUTO E SPESE FINANZIATE
Fondo perduto 80% per
Screening e Analisi
Due Diligence
Investment Readiness: Supporto all’impresa target per prepararla a ricevere e gestire il finanziamento (sono finanziate perché riducono il rischio per l’investitore e aumentano la qualità del portafoglio
Spese legali
Gestione e Follow-up
REQUISITI
Intermediari Finanziari e Veicoli di Investimento che operano come fondi di investimento, fondi di fondi, società veicolo (SPV) o attraverso schemi di co-investimento in diverse forme
Gestori di Fondi e organizzazioni che gestiscono tali strumenti, incluse quelle in fase di costituzione, purché il gestore sia già regolarmente registrato come entità legale al momento della richiesta
FORME TECNICHE DI INVESTIMENTO
Equity (Capitale di rischio)
Quasi-equity
Finanziamento Ibrido
Investee
OGGETTO DEGLI INVESTIMENTI
imprese sociali, che reinvestono i profitti per scopi sociali
imprese “mission-driven”, che integrano obiettivi sociali nel loro modello di business commerciale