Mantini: tanti progetti L’AQUILA CRESCA!

La presenza del Prof. Pierluigi Mantini, personalità aquilana di primo piano a livello politico e tecnicoscientifico all’interno delle più alte istituzioni dello Stato, negli ultimi anni, a L’Aquila, si fa sentire. Considerati gli incarichi che gli sono stati affidati fra PNRR, PNC e Piano urbanistico comunale dell’ Aquila, di sicuro può dirci qualcosa di utile. Nelle sue risposte ci sono molti contenuti interessanti.
di Sara De Sanctis

Professor Mantini, negli anni recenti è presente molto di più a L’Aquila, vuole dirci che è tornato nella sua città?
L’ Aquila è una città bellissima, che non si lascia mai anche quando si va a cercare lavoro e successi fuori le mura, come ho in parte fatto io e come pure fanno i giovani di oggi. È importante che anche loro possano tornare, non solo nelle feste comandate, mantenendo vivo il legame con il territorio,
portando nuovi saperi e opportunità di sviluppo. Si, ho svolto molte attività professionali e scientifiche ed ho avuto ruoli istituzionali importanti. Negli anni recenti, dal 2020 e a tutt’oggi, mi sono però dedicato molto, da giurista che crede al “diritto utile” per la società e i cittadini, alle semplificazioni amministrative nelle ricostruzioni post-sisma e post calamità, con tre governi diversi, in qualità di Consigliere giuridico e di Esperto PNRR. Si tratta di un tema decisivo perché in Italia siamo forti nell’ analisi e nella programmazione ma deboli, troppo deboli, nell’attuazione concreta dei progetti. Legalità ed efficienza devono camminare insieme vincendo gli ostacoli della cattiva burocrazia. Sono molto più presente a L’Aquila, è vero, per scelta personale e perché vorrei vedere realizzati tutti i progetti che abbiamo finanziato, come Struttura commissariale presso la Presidenza del Consiglio. Inoltre sono stato scelto, nell’ambito di una procedura pubblica, come esperto e coordinatore del nuovo piano urbanistico del Comune dell’Aquila. Sfide molto importanti per il futuro del territorio aquilano.

A che punto siamo e quali sono i problemi ancora aperti dei progetti inattuati del Piano nazionale complementare al PNRR per i territori del sisma del 2009 e del 2016?
Il Comune dell’Aquila ha ricevuto molti milioni dal Piano Nazionale Sisma 2009-2016 complementare al P.N.R.R., un programma straordinario di interventi per lo sviluppo sostenibile dei territori colpiti dal terremoto che abbiamo pensato, voluto e realizzato negli anni 2020-2022 dalla Struttura commissariale, durante i governi Conte e Draghi, e consegnato per l’attuazione al nuovo governo Meloni. Un programma di interventi ben articolato secondo
le sei missioni del P.N.R.R. Per ognuno di questi interventi, nel dicembre 2022, erano stati approvati i relativi provvedimenti: ordinanze, procedure, semplificazioni normative, progetti pubblici e privati, finanziamenti. Un’attività che mi ha impegnato moltissimo nella doppia veste di coordinatore dell’Ufficio giuridico della Struttura commissariale e di Esperto P.N.R.R.
Un lavoro enorme, che ha avuto molti riconoscimenti e che ha le sue basi legali nell’approvazione dell’art. 14 del decreto-legge 31 maggio 2021, n.77, intitolato (Governance e semplificazioni per il P.N.R.R), che fu votato dai gruppi parlamentari di maggioranza e anche da Forza Italia ma non dal partito Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Pur tuttavia questo preciso programma, con i relativi finanziamenti, è stato consegnato, nel gennaio 2023, per il
prosieguo dell’attuazione al governo Meloni, al nuovo Commissario straordinario, con cui proficuamente collaboro con molta stima, e al Comune dell’Aquila.

Che non hanno fatto proprio nulla?
No, qualcosa è stato fatto, come ad esempio la ripavimentazione di Piazza Duomo e del centro, sebbene non fosse inizialmente prevista la realizzazione dell’abnorme “Pensilina” che deturpa inutilmente i caratteri storici originari di Piazza Duomo e che potrebbe essere ben migliorata con il “taglio delle
estremità”, per ridurne l’impatto. Su altri interventi non ho commenti da fare, non sono qui per fare polemiche e d’altronde il sindaco dell’Aquila, di cui ho personale stima, è stato sempre attivo, autorevole, presente. La regola inderogabile è il rispetto delle amministrazioni democraticamente elette dai cittadini. Con questo spirito devo però sottolineare il grave ritardo in cui versa l’attuazione di alcuni importanti progetti, già all’epoca finanziati. Sono stato uno dei principali promotori di questo programma di interventi, sin dall’ideazione nell’aprile 2020, in pieno Covid-19, in una Roma quasi deserta, ed abbiamo lavorato tanto per portarlo a maturazione anche sotto il profilo tecnico-amministrativo (MEF, Corte dei conti ecc.) che è quello che più conta. È comprensibile la mia speciale preoccupazione.

Quali sono in concreto i progetti già finanziati, ora in ritardo, che rischiano di perdere le risorse e non essere più realizzati? Intendiamo in particolare riferirci alle 4 Comunità di Energie Rinnovabili (C.E.R.) finanziate dal PNC per il Comune dell’Aquila con 16 milioni di euro, all’istituzione a L’Aquila della Scuola Nazionale di Amministrazione della Presidenza del Consiglio, finanziata con 20 milioni, e alla creazione a L’Aquila del Centro per il Servizio Civile Universale, finanziato con 60 milioni di euro.
Progetti importantissimi, che generano valore e lavoro nel territorio aquilano, di cui si sono perse le tracce. Le C.E.R. (Tecnopolo, Stadio, Bazzano, Gran Sasso) sono un pilastro della politica di sostenibilità ambientale e di innovazione economica, fortemente sostenuta dall’ Unione europea e dai governi italiani. È scientificamente provato che il consumo di energia fossile contribuisce in modo determinante al surriscaldamento del pianeta, allo scioglimento dei ghiacciai, ai cambiamenti climatici in atto con effetti anche catastrofici. È altrettanto condiviso e noto che l’elevato costo dell’energia per le imprese in Italia costituisce un grave freno alla competitività dell’industria e un fattore di debolezza dello sviluppo economico. Il costo delle bollette energetiche, infine ma non certo da ultimo, incide in modo notevole sul reddito delle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese. Questi costi potrebbero essere subito dimezzati e, in prospettiva, azzerati. Dunque le C.E.R., che si sviluppano in tutta Italia, realizzano il triplice obiettivo di ridurre l’inquinamento ambientale, favorire imprese e sviluppo economico, aiutare le famiglie. Perché a L’Aquila no? Si pensi a cosa vorrebbe dire produrre energia naturale dai tetti del Tecnopolo a Pile: semplice, poiché il costo dell’energia è pari a circa il 30% del costo di produzione, ci sarebbe la fila tra le imprese nazionali ed estere per venire nel sito industriale dell’Aquila. O si pensi, più semplicemente, ai costi e alla fatica che occorrono per riscaldare la Piscina comunale o alimentare gli impianti sportivi, nel lungo inverno aquilano, che sarebbero notevolmente ridotti. Alle Comunità energetiche, inoltre, possono agganciarsi i commercianti, i professionisti, tutte le famiglie che vogliono, producendo energia naturale per l’autoconsumo e rivendendo in rete quella che avanza. L’Amministrazione comunale dovrebbe pubblicare con urgenza e trasparenza l’invito a presentare progetti di partenariato pubblico privato affinché questa importantissima misura possa essere finalmente attuata.

Abbiamo sentito parlare della Scuola Nazionale di Amministrazione della Presidenza del Consiglio dei ministri a L’Aquila. Se ne è parlato molto ma non si è fatto nulla.
L’Amministrazione comunale, che è per ordinanza commissariale Soggetto attuatore, dovrebbe dopo anni pubblicare l’Avviso per la scelta della sede della Scuola Nazionale di Amministrazione della Presidenza del Consiglio dei ministri a L’Aquila. Come detto, una misura già finanziata con 20 milioni dal PNC sisma nel 2021, per la formazione dei dirigenti di grado elevato nelle professioni tecniche, in particolare nella prevenzione dei rischi e della messa in sicurezza del territorio, oltre che delle tecnologie informatiche. Si tratta proprio di ciò che occorre alla pubblica amministrazione in Italia: meno amministrativi e più tecnici. Una misura che porta a L’Aquila centinaia di dirigenti delle amministrazioni statali per cicli formativi di tre mesi in tre mesi, garantendo qualità e favorendo l’economia locale. Un progetto di elevato valore per l’identità stessa e l’attrattività della città dell’Aquila che potrebbe porsi all’ avanguardia sui temi della sicurezza territoriale, dissociando la sua immagine dalla tragedia del terremoto. Ho sollecitato più volte l’Amministrazione comunale a compiere questa scelta ma sin qui non accade nulla. In cìttà vi sono diversi palazzi o sedi, pubblici e privati, che sarebbero idonei e individuarli tramite un Avviso pubblico non è certo difficile. È inoltre già assicurata in atti la collaborazione dell’Università degli Studi dell’Aquila che costituisce un prezioso supporto e si giova nel contempo di un qualificato fattore di sviluppo. L’ Aquila non dovrebbe perdere questa straordinaria occasione di sviluppo e di vocazione identitaria. L’Amministrazione comunale dovrebbe inoltre fare la sua parte, in collaborazione con U.S.R.A, nel completamento e nella realizzazione di un altro grande progetto previsto e finanziato dal P.N.C sisma 2016-2009 che è l’istituzione a L’Aquila della sede nazionale del Servizio Civile Universale, riadattando a questo scopo i moduli abitativi provvisori del progetto “Case” del governo Berlusconi, oggi in larga misura non più utilizzati, che sono parti essenziali del territorio comunale da rifunzionalizzare. Un progetto importantissimo, che a regime prevede la formazione a L’Aquila di circa 2000 giovani, dedicati poi al sostegno di attività culturali, ambientali, sociali, con pur temporanee remunerazioni statali. Un progetto che implica anche la rigenerazione urbana di parti significative del territorio comunale (S. Elia, Bazzano, Preturo ecc.), con la realizzazione di piccoli centri commerciali, attrezzature sportive, verde urbano ecc. Un lavoro avviato già nel 2022 con l’affidamento della progettazione di cui però non si sa più nulla. Tutti i progetti illustrati, di grandissimo rilievo per la città dell’Aquila, sono già deliberati e finanziati con le ordinanze commissariali del 2022 ma sono inattuati. L’auspicio è che si recuperi il tempo perduto.

E per quanto concerne il nuovo piano urbanistico comunale? Anche questa è una grande opportunità per il futuro del territorio aquilano. A che punto siamo con i lavori in corso?
I lavori sono stati avviati nel marzo 2024 con la costituzione del nuovo Ufficio di Piano sulla base di una delibera di indirizzi della Giunta comunale. Vi sono due fasi previste dalla recente legge della Regione Abruzzo sul governo del territorio: la prima, è l’approvazione del Perimetro del territorio urbanizzato ( P.T.U.); la seconda, l’ approvazione del Piano urbanistico comunale (P.U.C.). La perimetrazione del territorio urbanizzato del comune dell’Aquila costituisce un elemento innovativo nella tradizione urbanistica che si basa sulla necessità di favorire la rigenerazione urbana e di ridurre il consumo di nuovo suolo per promuovere la sostenibilità ambientale, ridurre i costi economici ed energetici dei tessuti urbani, contrastare la dispersione e il disordine urbano, incentivare il riuso e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Si tratta di un obiettivo di grande rilievo, in modo particolare nel territorio comunale aquilano, caratterizzato dallo sprawl urbano, successivo ai gravi effetti distruttivi del sisma del 2009 che ha determinato la costituzione di decine di “nuove frazioni” e nuclei urbani oltre alla persistenza di un elevato numero di moduli abitativi e manufatti edilizi provvisori.

Grazie per questa sua chiarezza però sappiamo che Lei è un giurista e sappiamo che per parlare di piano regolatore non si può prescindere dalla norma. Ci faccia capire.
La perimetrazione del territorio urbanizzato (P.T.U.) è appunto stabilita dalla legge della Regione Abruzzo 20 dicembre 2023, n. 58, intitolata “ nuova legge urbanistica sul governo del territorio”, che prevede che i Comuni, entro ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della legge, “provvedono alla perimetrazione del territorio urbanizzato nel rispetto dei parametri stabiliti dall’articolo 40”, un’operazione preliminare alla predisposizione del Piano Urbanistico Comunale (PUC), ma che può essere eseguita anche in sede di redazione del PUC (art. 39) di cui è parte integrante il P.T.U., che viene adottato con deliberazione comunale. Il comma 5 dell’articolo 40 stabilisce altresì che “ai Comuni che non hanno provveduto alla perimetrazione del territorio urbanizzato non è consentito il rilascio di titoli abilitativi inerenti gli interventi di nuova costruzione su aree che non rispettano le caratteristiche di cui all’articolo 40. Fino all’approvazione del PUC ai Comuni è consentito, nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti, il rilascio dei titoli abilitativi esclusivamente all’interno del territorio urbanizzato.” fatta eccezione per alcuni interventi. In sostanza, per il futuro, si tende a limitare le nuove costruzioni nei territori agricoli e ad assicurare maggiore libertà nel riuso degli immobili esistenti e a promuovere la rigenerazione dei tessuti urbani edificati: meno quantità, più qualità. L’ Aquila è alla testa in Italia per patrimonio edilizio esuberante rispetto alla popolazione, occorre far crescere il valore della città e delle proprietà degli aquilani. Proprio allo scopo di evitare il consumo inutile di nuovo suolo e ai fini della redazione del PUC, il ruolo del P.T.U. è dunque sicuramente centrale.

Nel lavoro che state svolgendo sono stabiliti, fatto non semplice, dei criteri per l’individuazione del Perimetro del territorio urbanizzato?
Si. Il lavoro più tecnico di definizione, che si svolge con il valido supporto del Dipartimento di Urbanistica dell’ Università dell’ Aquila, ha una sua complessità anche per la configurazione “esplosa”, molto parcellizzata e frammentaria, dell’ edificazione nel grande territorio aquilano. È stata sin qui svolta un’ analisi molto attenta delle nozioni di” aree edificate con continuità” e di” aree contigue” nonché della nozione stessa di “aree dotate di urbanizzazione primaria”. Il P.T.U. non cambierà le regole vigenti, il P.U.C. sarà decisivo. Con molto scrupolo, cerchiamo di seguire i parametri per l’individuazione del Perimetro del Territorio Urbanizzato (P.T.U.) dettati dalla legge Regione Abruzzo. L’ Assessore Francesco De Santis è molto attento e presente e dovremmo concludere il PTU nelle prossime settimane.

Ci sono altri progetti che vorrebbe vedere realizzati per il futuro dell’Aquila?
Mbe, la lista in effetti sarebbe lunga ma, secondo me, due missioni urgenti sono il completamento della bretella della Variante Est-Ovest, che non costa molto, per rendere più fluida la circolazione stradale senza intasare di traffico lungo l’ asse di via XX Settembre, ed i programmi per la montagna. È incredibile che tutto sia fermo agli anni Trenta del secolo scorso, che l’albergo di Campo Imperatore versi in quello stato, che i sentieri e i rifugi non siano ben curati. È pure incredibile che, dopo i molti finanziamenti erogati, L’Aquila non abbia un auditorium da 1000 posti e non vi sia neppure un grande albergo. Si proclama spesso la vocazione turistica della città: ma con quali strutture? Anche i collegamenti bus con Roma devono essere migliorati. Se poi vogliamo fermarci alle urgenze, oltre quelle già richiamate, dovremmo chiederci come mai i migliori 16 negozi del centro, quelli di Palazzo Federici, che da Via delle Tre Marie vanno su corso Vittorio Emanuele II e girano su Piazza Duomo, sono da oltre un anno “sequestrati” dalla Sovrintendenza e dal Ministero della Cultura che li ha acquistati. Ma queste istituzioni non possono per legge esercitare il commercio e dunque cosa vorranno farci? Quando saranno restituiti ai commercianti e alla città? Un centro di un capoluogo senza negozi di pregio, uffici, scuole superiori, attività, muore o si trasforma in una sagra di paese. L’Aquila capoluogo non merita questo.

Dopo la Perdonanza fervono i preparativi per il 2026 anno di “L’Aquila capitale della cultura”. Quali sono le sue idee?
Non mi pronuncio, c’è chi è deputato a farlo. Osservo solo che la Perdonanza è uno straordinario patrimonio storico e identitario della città e che dovremmo approfondire i suoi valori sulla base degli insegnamenti di Papa Francesco e, ora, di Papa Leone. Ammiro Leonardo De Amicis e sono sinceramente grato per quello che è riuscito e riesce ad organizzare per la nostra città. Ma vi è una dimensione della Perdonanza che va oltre la musica e i palchi. Uno dei significati più autentici della Perdonanza è la riconciliazione, il superamento dei conflitti: perché non istituire all’Università degli studi dell’Aquila un “Master sulle scienze della pace”, come pure avviene in altre realtà? Per quanto riguarda la Capitale della Cultura 2026 è stato costituito un Comitato e mi limito ad osservare che sarebbe bene, anzi necessario, che esso fosse affiancato da una Consulta delle Associazioni culturali dell’Aquila, che sono molte e ben qualificate. Sarebbe assurdo non partire da ciò che abbiamo. D’altronde “la cultura motore del territorio” è lo slogan dell’Evento.

Lei ci tiene a mantenere il suo profilo tecnico senza esprimere valutazioni politiche. Ma una domanda finale devo fargliela: lo sa che in città si parla apertamente di una sua candidatura come prossimo Sindaco?
In effetti questa domanda avrebbe potuto evitarla, ma risponderò con chiarezza. Io ho già avuto molti ruoli e onori pubblici e istituzionali e non sono alla ricerca di nulla altro se non essere utile, in modo concreto, alla mia città. Nel 2013, decidendo di non ricandidarmi in Parlamento, ho fatto una scelta irreversibile. La mia vita professionale si svolge in molte diverse dimensioni e realtà e ne sono ben soddisfatto. Sa che sono stato pure eletto presidente del Circolo Tennis L’ Aquila? Un vero onore per me che mi riporta alla migliore infanzia. Con un team aquilano appassionato e molto qualificato stiamo facendo buone iniziative.  Non le sembra sufficiente? Certo soffro se vedo appalti in grande ritardo e progetti non realizzati oppure la nostra meravigliosa montagna trascurata. Ma io sono ottimista, il territorio aquilano è destinato a crescere nei prossimi anni attraverso politiche solide. La città è viva, ha buone professionalità, l’imprenditorialità è in crescita, il sistema universitario solido, l’aquilanitas è molto più di un modo di dire. Certo ci sono anche problemi di disagio sociale da risolvere, a partire dalla sanità, ma forse ne parleremo a parte un’altra volta. Il mio rapporto con L’ Aquila è fortissimo ma penso che
non sia necessario fare il Sindaco per voler bene o essere di aiuto alla città.
Mi consenta infine di approfittare di questa occasione per fare tantissimi auguri a tutti gli aquilani, grandi e piccini, e alle loro famiglie. Il Natale si avvicina e abbiamo tutti bisogno di quel grande messaggio di pace e di fratellanza che ci proviene dalla culla di Betlemme.