“RESTO AL SUD” è la misura che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate da giovani nelle regioni del Mezzogiorno. La dotazione complessiva è di 1.250 milioni di euro. La sua gestione è totalmente a carico di Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, inclusi i controlli e le supervisioni.
di Paola Caracciolo
Nel 2018 l’incentivo era rivolto ai giovani dai 18 ai 35 anni e le regioni coinvolte erano 8: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. Dal 2019 le agevolazioni riguardano anche i libero- professionisti, il limite di età è stato esteso agli “under 46” e, infine, sono state incluse le aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e del 2017 (Lazio, Marche, Umbria).
Le importanti novità introdotte nel 2020 sono 2:
1) “Limite di età esteso da 35 a 46 anni: la Legge di Bilancio 2020 ha introdotto il regime transitorio in relazione all’estensione dei limiti di età. Pertanto, per il 2019 e fino al 31 dicembre 2020, potrà presentare domanda anche chi possedeva il requisito dell’età (under 46) al 1 gennaio 2019, ossia alla data di entrata in vigore della legge 145/2018 (legge di bilancio 2019). Dal 1 gennaio 2021 invece il requisito d’età dovrà essere posseduto alla data di presentazione della domanda”.
2) “Nessun limite di età area del cratere sismico Centro Italia: si tratta di 24 comuni su 116 che presentano una percentuale di edifici dichiarati inagibili superiore al 50%. Questa modifica è stata introdotta dalla legge 156 del 12 dicembre 2019 (pubblicata in GU il 23 dicembre 2019) che modifica il DL 123/2019 che aveva esteso Resto al Sud ai comuni del cratere sismico centro Italia”.
Secondo i dati Invitalia aggiornati al 14 gennio 2020, “RESTO AL SUD” sta riscuotendo un notevole successo: in 24 mesi di attività le domande complessive tuttora in presentazione sono 13,728, le domande presentate 10.742 e quelle già approvate 4.279. In Abruzzo, in particolare, nel periodo settembre- ottobre 2018 le domande presentate risultavano 229. Pari, in caso di esito positivo, a 15 milioni di euro di investimenti ed oltre 800 nuovi posti di lavoro. Quelle già approvate erano 76 (22 a Chieti, 24 a Pescara, 14 a L’Aquila e 16 a Teramo).
– Per accedere ai finanziamenti, non é necessario essere nati o già residenti in una delle regioni elencate. Il progetto potrebbe anche chiamarsi “Torno al Sud o Vengo al Sud”, poiché il requisito della residenza può essere acquisito successivamente. Possono presentare domanda anche società, cooperative e ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017 o i team che si costituiscono dopo 60 giorni (o 120 se residenti all’estero) dopo aver ricevuto valutazione positiva. I libero- professionisti non devono risultare titolari di Partita IVA nei 12 mesi che precedono la presentazione della domanda, per lo svolgimento di analoga attività a quella proposta.
E’ possibile avviare attività imprenditoriali in tutti i settori, tranne: le attività agricole (esclusa solo la produzione attiva, ovvero coltivazione e allevamento) e il commercio.
– Sono ammissibili le spese per la ristrutturazione o la manutenzione straordinaria di beni immobili, le spese per l’acquisto degli impianti e delle attrezzature e le principali voci di spesa necessarie per avviare l’attività. Sono escluse le spese di progettazione e consulenza, oltre ai costi del personale.
– Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in: contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo e finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono coperti da un contributo in conto interessi. Si possono ottenere, a seconda dei casi, da un minimo di 50.000 euro ad un massimo di 200.000 euro.
– “RESTO AL SUD” è una misura a sportello, ovvero le domande vengono esaminate in base all’ordine cronologico di arrivo, senza graduatorie. Per le domande é necessario utilizzare esclusivamente il canale online, registrarsi sul sito www.invitalia.it e disporre del kit firma digitale con posta certificata.