In base alle disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2020-2022 (legge n.160/2019), lo scorso 18 giugno la Conferenza Stato- Regioni ha reso operativa la misura a favore dell’imprenditoria femminile nel settore agricoltura.
di Paola Caracciolo
Come riporta l’Agenzia di Stampa ANSA, per la Presidente Nazionale di “Donne in Campo” Associazione al femminile di Cia- Agricoltori Italiani, si tratta di “una grande opportunità per sostenere e incentivare la presenza femminile in agricoltura, che in Italia resta uno dei comparti con la più alta percentuale di occupazione rosa. Il bonus è una boccata di ossigeno essenziale per le oltre 200 mila aziende agricole guidate da donne e messe in difficoltà dal lockdown, ma anche un’occasione per favorirne di nuove”. Secondo Pia Terenzi, infatti, grazie a questa importante misura, anche “quel 40% di forza lavoro al femminile in agricoltura potrebbe finalmente usufruire di un incoraggiamento, oggi più che mai necessario”.
Come riporta il sito dell’Associazione, per la Presidente Terenzi: “Le donne del settore elaborano una visione di genere dell’agricoltura italiana. Sono innovatrici instancabili, capaci di coniugare crescita produttiva a tutela di biodiversità e tradizione. La multifunzionalità, si conferma alleata di un’imprenditorialità al femminile che crede nel valore culturale e sociale del cibo, nella tutela del suolo e del paesaggio. Per questo, in particolare, crediamo nel nostro ruolo attivo nella definizione di strategie di mitigazione e adattamento al clima”.
Ad oggi, nel nostro Paese, le attività agricole al femminile sono distribuite tra settore vitivinicolo, zootecnico e ortrofrutticolo.
La misura, che verrà attuata da Ismea Istitututo di Servizi per il Mercato Agroalimentare, prevede un fondo rotativo da 15 milioni che garantirà mutui a tasso zero, fino a 300 mila euro. Il fondo speciale avrà una durata massima di 15 anni, inclusa la fase di preammortamento e sarà utilizzato per finanziare il 95% delle spese ammissibili per ciascun progetto.
E’ dedicato alle donne imprenditrici agricole. alle coltivatrici dirette, alle società che rispondono alla definizione di “impresa femminile”, che hanno già avviato o intendono avviare la propria attività.
Le spese ammissibili riguardano:
- il miglioramento del rendimento e della sostenibilità dell’azienda agricola, mediante riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione e delle attività agricole connesse
- il miglioramento delle condizioni agronomiche e ambientali, di igiene e benessere animale purché non si tratti di investimenti realizzati per conformarsi alle norme dell’Unione Europea
- la realizzazione e il miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento e alla modernizzazione dell’agricoltura.
Inoltre, i finanziamenti includono l’acquisto di terreni, per il 10% dell’investimento totale. Alle beneficiarie della misura si richiede di concludere l’investimento entro 24 mesi dalla data di ammissione del progetto all’agevolazione, per non incorrere nella revoca immediata del finanziamento.
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